La Tecarterapia deve morire!

La Tecarterapia deve morire!

A ridere quando le cose sono facilI son bravi tutti. é’ la capacitá di ridere quando sei COPERTO dimmm... che ti diffErenzia

La Tecarterapia deve morire

 Lockdown Tecar!

Il contagio virale delle idee

 

Nei mesi scorsi il COVID-19 mi ha portato a sperimentare l’odio. 

Oggi sono arrivato a scrivere sulla parete davanti alla mia scrivania: 

“la misura dell’amore è amare senza misura.”

Lascio stare le teorie complottistiche e parlo di fatti accaduti partendo dall’analizzare quegli accadimenti che hanno interessato tutto il mondo, l’Italia come paese, la sua sanità come sistema, il popolo come costituente di uno Stato e la Tecarterapia come mio piccolo mondo di lavoro.

Mentre qui a Bergamo la gente moriva, mentre tutti quelli fortunati che stavano bene cercavano di arrabattarsi nel terrore e nella difficoltà estrema, per gestire la situazione, restare al riparo, accudire i propri familiari malati e… sopravvivere, nel Web i ciarlatani navigavano sorridenti ed incuranti: si sono permessi di fare le live  e gli webinar per fare formazione e aiutare i fisioterapisti a restare aggiornati nel momento in cui l’epidemia raggiungeva il culmine e qualcuno mi dovrebbe spiegare che urgenza c’era di continuare la formazione dei fisioterapisti all’uso di strumenti per Tecarterapia che di fatto sono strumenti che non funzionano o al massimo scaldano come scalda una boule di acqua calda.

La risposta me la do da solo: 

serviva tenere alta l’attenzione al prodotto che si vende e per tenere alta l’attenzione (si dice mantenere l’engagement con i clienti) l’uso della formazione a distanza funziona bene come specchietto per le allodole soprattutto in un momento storico dove l’emotività delle persone è “a mille” e più nessuno ha in testa di spendere soldi per comprare un costoso elettromedicale.

Le vendite della Tecarterapia sono crollate a causa del Covid e del Lockdown e basta vedere come l’interesse nel web (vai su Google Trends) sia indicativo di questo fatto, perché se si va a guardare il grafico delle ricerca degli ultimi mesi delle parole chiave Tecar e Tecarterapia si capisce al volo cosa sto dicendo. 

Oggi che siamo a luglio, fortunatamente con il ritorno alla vita normale qualche cosa si sta muovendo e sono sicuro della veridicità del detto:

Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani credendo di aver vinto. Ma i leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani.

Oggi i “benefattori del web” ti vendono la Tecarterapia a prezzo solidarietà o te la noleggiano o te la regalano come si fa con le sorprese sempre incluse nei pacchetti di patatine e l’offerta suona più o meno così: 

“compra un tot di materiale fisioterapico dalla nostra azienda e ti regaliamo una Tecar innovativa di ultima generazione”.

La domanda per me è questa:

che lezione ci da il Covid-19?

Ci ha detto prima di tutto chi sono questi Tecartecarterapisti. 

Emerge forte un aspetto: 

Tecarterapia = ignoranza

Si è fatta forte l’idea che chi fa la Tecarterapia è un debole e insicuro terapista e per questo si affida ad un blasonato strumento pseudo terapeutico dagli acclamati effetti miracolistici.

Terapista! 

Ho detto terapista, perché fa comodo a tutti generalizzare una definizione che altrimenti sarebbe limitante la vendita di un prodotto o di un servizio. 

  • Fisio-terapista
  • Masso-terapista
  • Osteopa-terapista?… ah no: osteopata, ma questo è un discorso a parte.
  • MCB? Massaggiatore capo bagnino 
  • …e stiamo pronti che quando i Fisiatri…

C’è da chiedersi chi “cazzo” è il Tecarterapista?!

È prima di tutto una vittima ignorante di sciacalli venditori di fuffa che navigano nel di ignoranza dei terapisti e nelle leggi dello Stato che permettono di vendere qualsiasi scatola con 2 luci e chiamarla elettromedicale.

Tecarterapia = ignoranza

Io non perdo la speranza e ho maturato una convinzione che sarà difficile scardinare:

Questo che viviamo è il tempo della consapevolezza, della responsabilità e della condivisione. 

Abbiamo avuto la possibilità di diventare consapevoli di noi stessi, delle nostre difficoltà e delle cose che non capivamo, abbiamo avuto l’occasione di caricarci sulle spalle le nostre responsabilità per accettare e iniziare un nuovo cammino a testa alta e aiutare gli altri condividendo la nostra fragilità.

Ma pochi l’hanno fatto, troppo pochi lo stanno facendo:

Istituzioni 

Università

Fisioterapisti

Terapisti 

I tempi sono duri, ma mi piace pensare che lo sono anche io: un duro!

si… ok … però…

 

Un duro impreparato!

Dichiaro che io sono in grande difficoltà. 

In questo momento, ancora, nessuno sa cosa sarà del proprio lavoro.

Oggi accetto la mia fragilità, lo ammetto di essermi trovato fragile.

Ma…

Poi, a forza di praticare  la mia fragilità, sono diventato efficace.

Così poi non sono più stato tanto fragile!

 

Il fenomeno che caratterizza le epidemie, è la presenza degli sciacalli e degli avvoltoi: 

Nel mondo della fisioterapia i sacrofagi non volano in cerchio nel cielo, o non devastano un’abitazione vuota, ma colpiscono al fianco chi è indebolito dalla situazione che si sta vivendo oggi:

li trovi, o meglio ti trovano loro, nel web, lo usano per regalarti formazione innovativa, ricca di tecnologia 5.0, ti vengono a trovare vestiti con giacca e cravatta anche se a luglio ci sono 37 gradi, perché gli hanno spiegato che vestirsi così aumentano sempre le loro possibilità di vendita. 

Con modi gentili e sorriso sulle labbra il ciarlatano di turno sarà pronto a rincuorarti e a darti “la sua assistenza” ricco di frasi emozionali ad effetto tipo: “andrà tutto bene” o “è il momento di rialzarsi e investire su stessi” o ancora “non sei solo, siamo tutti nella stessa barca e io sono qui per aiutarti”.

NON è cambiato niente:

Gli eventi fisici sono diventati webinar e le academy si sono spostate dalle aule dei grandi hotel alle virtual room di internet dove formatori giullari e i saltimbanco sono costretti a stare seduti davanti al loro pc invece che in piedi davanti alla platea.

Ho sperimentato l’odio. 

Mi si è appiccicato addosso come la pece: è sentito che una sensazione schifosa, che ti divora e ti ammazza! Alla fine ho capito che NON si può odiare: odiare ti divora l’anima e uccide prima te stesso e lo fa anche velocemente.

Ho fatto fatica ad elaborare l’odio e alla fine ho trovato l’antidoto:

amare 

Amare è la risposta all’odio e provo a fare e pratiche quello per cui vivo con amore:

Consapevolezza, responsabilità, e condivisione per me vuol dire praticare l’amore.

Non dimentico mai che ho un obbligo morale verso l’argomento Tecarterapia perché ho contribuito di fatto in maniera sostanziale a renderla così popolare. 

Studio, azione, confronto.

La mia riflessione riguardo la Pandemia e quello che ha portato mi dice che:

  • Questo è il momento di chiedersi cosa è l’essenza della vita
  • Questo è il momento di dare e non di ricevere 
  • Questo è il momento di gratuità e non del tornaconto
  • Questo è il momento della spontaneità e non delle sovrastrutture e premeditazioni
  • Questo è il momento della genuinità e non delle falsità
  • Questo è il momento di tirare fuori i valori veri e non le superficialità 
  • Questo è il momento di fare la differenza e non restare omogenei nel gruppo 
  • Questo è il momento della verità e non della distorsione della realtà
  • Questo è il momento di praticare il bene, riconoscerlo e distinguerlo dal male
  • Questo è il momento di denunciare e non di stare in silenzio
  • Questo è il momento di mettere zitti i ciarlatani ed aiutare ia crescere 
  • Questo è il momento di non farsi prendere per il culo da chi vuol vendere “fuffa”.

Io sono capace di fare la differenza, l’ho sempre fatta nel mio piccolo mondo e lo faccio dando il 110% di me stesso.

…E l’ho fatto anche in questa drammatica occasione:

All’inizio ho scelto di agire: la mia azione è stata quella di fermare la mia informazione online e ho arrestato tutto il processo di produzione contenuti video che avevo appena iniziato. 

Ho pubblicato il mio primo video (di sempre!) con la febbre a 39° il 12 febbraio 2020 senza dare peso a cosa stava succedendo e senza mai immaginare cosa da li a poche settimane ci avrebbe travolto e quando riguardo il promo di lancio di quel video di 26 minuti mi vengono i brividi.

Ho fatto 3 passi indietro… e all’inizio del Lockdown ero negli Stati Uniti e al mio rientro ho trovato l’apocalisse, mi ci sono trovato in mezzo, qui in provincia di bergamo, qui dove siamo stati colpiti, qui dove ci siamo trovati impreparati. 

Alla fine del Lockdown poi ero combattuto e avrei potuto riaprire subito alla fine della Fase 2, ma sono rimasto fermo in pausa fino a giugno, ho ripreso il lavoro quotidiano a fatica, applico degli oche posso le regole di prevenzione COVID e piano piano mi ci sono abituato:

In questi lunghi mesi di riflessione, sono restato a lungo ad osservare le persone, i loro comportamenti, ho osservato le reazioni, ho analizzato gli accadimenti, ho studiato più che potevo anche se ho dovuto affrontare il problema COVID che mi ha toccato da vicino.

Ho notato che il Covid ha confermato il valore dell’insegnamento e che la storia non insegna, non ha scolari.

Ho sperato che questa pandemia ci aprisse gli occhi e ci facesse vedere il bene e il male ben distanziati tra loro, ma invece ho avuto conferma che il livello di disumanità che governa la terra non è cambiato.

Ho capito presto che il Covid non basta: 

arrivo ad una considerazione assurda e provocatoria e dico che il Covid non è stato abbastanza contagioso e non è stato abbastanza letale.

NON ho più nessun dubbio: se si vuole andare OLTRE, bisogna tenere le redini dell’applicazione della scienza e bisogna andare contro lo status quo.

Ho governato l’argomento Tecar, lo governo. Sono esperto, il più esperto perché  ho sbagliato tutto lo sbagliabile. 

Ho sbagliato alla grande: ho approfondito, e continuo ad approfondire come NON ha FATTO nessuno. Ho continuato, oltre la moda, oltre le difficoltà gigantesche, oltre la pseudo-scienza e la disinformazione o meglio la semi-informazione: che è peggio. 

Un’amica mi ha chiesto: ma perché lo fai?

Risposta: “perché se non lo faccio io non lo fa nessuno!”

E va fatto. Per il bene delle persone.

Ecco perché va fatto.

A presto

Vince Tecar

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Vincenzo Lancini

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