Accademy Tecar: Volevo fare l’influencer ma mi ha beccato l’influenza

Accademy Tecar: Volevo fare l’influencer ma mi ha beccato l’influenza

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Volevo fare l’influencer

E invece ho beccato l’influenza

Questo è un appello a tutti gli Influencers di successo che vogliono darmi una mano 

Io faccio la Tecar. Anzi io ho fatto la Tecar. 

Mi chiamano il Mago della Tecar. 

Come sembra che tutti oggi possano dire:

 #iosonolinventoredellatecar 

Se tu hai comprato una Tecar, tu hai un problema:

quello di usarla con efficacia!

e io ti posso aiutare!

Come tutti sembra possano fare, anche io un giorno creerò una figura che opera con un titolo riconosciuto:

IL TECARTERAPISTA

La Tecarterapia oggi la fanno tutti, la usano tutti, la vogliono tutti e… la vendono tutti. 

Un esperto di comunicazione e marketing 5 anni fa mi ha proposto di seguire una formazione che mi avrebbe portato a capire i meccanismi del web e della comunicazione.

Dovevo buttarmici come han fatto tutti. 

 Poi cazzo… faccio i conti con la mia coscienza.

…Poi con le mie insicurezze, che crescono con il crescere delle mie conoscenze.

…Poi ho paura delle conseguenze delle mie azioni e della mia comunicazione perché io, cazzo ho una morale: tanta gente che conosco nel settore in cui lavoro… no. Non ce l’ha.

Io ho un obiettivo veramente alto e i valori e le idee che lo costituiscono sono uniche e forti.

Forse troppo forti.

Ho speso una bella somma di quattrini in 4 anni per prepararmi a diventar un influencer. 

SEO e ROI sono parole che ho conosciuto solo negli ultimi giorni, e non scherzo.

Ammesso che oggi a distanza di 5 anni io lo abbia capito e imparato, il risultato è rimasto fine a se stesso.

Oggi mi trovo a vivere del mio lavoro fatto di passione impegno e dedizione e di 12-14 ore di pratica quotidiana. 

Di tempo per lavorare alla creazione di contenuti per il mio Blog me ne resta ben poco, ma quello che ho lo uso meglio che posso:

  1. Scrivo bozze di articoli
  2. Annoto idee
  3. Provo a fare video che non pubblico mai 
  4. Litigo con i miei pensieri sovversivi tutte le notti
  5. Studio ed osservo il mercato in cui sono immerso
  6. Mi documento continuamente su novità e tendenze

Oggi, invece di portare avanti una “call to action” mi trovo fermo in me stesso, “stuck in reverse” come direbbero i Cold Play e in un assoluto immobilismo  l’idea forse sbagliata che mi sono fatto  è quella di non spendere più un euro per la mia attività comunicativa online fino a quando non troverò una soluzione a questa impasse.

Così da tempo spendo tempo a seguire gli influencers del web che riportano la loro esperienza:

No. La Ferragni no.

Poi gli influencers del settore della fisioterapia e dello sport. 

Qui l’elenco è lungo e pochi sono italiani.

Quelli che mi piacciono di più:

Ogni giorno mi prendo tempo per studiare inglese. 

Ho individuato da tempo le mie Teachers preferite in YouTube:

Ma torniamo alla Tecarterapia, alla fisioterapia e alla comunicazione.

Si, ok, da maggio dell’anno scorso sono online con un sito e con un Blog tutto da capire: 

Posizionamento e riconoscimento non sono ancora chiari perché mi dicono che sono immerso in un mondo lavorativo complesso e la mia figura sfugge alle regole canoniche che governano il mercato. 

Mercato: ma se non so neanche ora oggi come lo devo chiamare il mio mercato! 

Non è neppure un problema di identificazione della mia figura o del mio servizio, è che… il mercato in cui mi muovo e opero non ha confini e regole precise. 

Leviamo la parola mercato che è troppo ampia per il problema che vivo: lasciami usare la parola ambito.

Ambito

L’ ambito in cui mi muovo da 20 anni è quello della fisioterapia, che a fronte della mia esperienza e capacità di analisi, io oggi potrei dire che comprende un apoteosi di figure, professionalità, competenze e… marcerie.

Tralascio di parlare delle figure professionali sanitarie, non sanitarie, pseudosanitarie, taumaturgiche e sciamaniche.

Sembra che sotto l’ombrello della fisioterapia ci sia sempre posto per tutti. E tutto.

Tutto.

É sicuramente un ambito malato quello della fisioterapia. 

Un’attività malata per i malati?  È una domanda antitetica.

Non esiste.

Eppure c’è qualche cosa di profondamente malato che permette di operare a chiunque voglia fare quattro soldi, sulla pellaccia di quelle persone che soffrono e non stanno bene.

Oggi io ho un grosso problema: comunicare il mio obiettivo!

L’argomento Tecarterapia è talmente sputtanato dal marketing che i fisioterapisti e tutti quelli che usano la Tecar o si sono rincoglioniti o sono complici. Non ci sono altre spiegazioni.

Per me è sempre avvilente, ma allo stesso momento sempre molto stimolante vedere come da ogni parte, si cerchi sempre di rinchiudere in un recinto fatto da una definizione o descritto da un titolo, quella che è la mia competenza specifica. 

Io non sono un fisioterapista, ma la mia esperienza e la competenza che mi sono creato va oltre ogni titolo oggi che possa descrivere quello che faccio.

La mia competenza è unica. Me la sono creata sul campo. 

Tutti usano la Tecar e tutti la vendono grazie al fatto che io negli ultimi 15 anni ne ho sviluppato l’applicazione e soprattutto mi sono tremendamente sforzato di darle un razionale scientifico. Mi sono adoperato dando tutto me stesso per giustificare l’uso e analizzandone gli effetti, per quello che ho sempre potuto con quello che potevo.

Ho redatto centinaia e centinaia, forse migliaia di trattamenti.

 Insomma ho la responsabilità di essere stato parte attiva del successo commerciale di questo strumento: ahimè.

Un punto interessante di questo inizio 2020: le Accademy e le Community.

Ti garantisco che le aziende che vendono le Tecar leggono gli articoli del mio Blog: si chiama monitoraggio. 

Così si sono lanciate a sviluppare engagement con i loro clienti per farti sentire coinvolto e prezioso e farti spendere di più. 

Accademy, community, formazioni multilevel, formatori blasonati ti aspettano per darti sempre innovative informazione ed elaborate metodiche fantascientifiche di applicazione della Tecar.

A tal proposito ho scritto un articolo qualche mese fa: call in action… vai a leggerlo:

Racconta di come in giro scarseggia lo spirito critico e abbondano le fazioni: la capacità di ragionamento e il metodo scientifico sembrano essere diventati un noioso e scomodo modo per complicarsi la vita. 

Chi usa la Tecar non ha capito che senza spendere migliaia di euro potrebbe usare la boule dell’acqua calda, antica terapia diatermica. 

O forse no?

Perché “fate attenzione amici” che uno studio Giapponese afferma che l’applicazione della Tecarterapia può aumentare l’ossigenazione  dei tessuti meglio degli impacchi caldi. 

Si. Ok. Ma la rilevanza nella differenza tra i dati di outcome? I Giapponesi avevano pensato ai costi/benefici?

Ultimo studio e poi ti lascio: la chicca che farà impazzire te fisioterapista e allo stesso momento, in altro modo chi vende le Tecar:

Lo sai che nel maggio 2019 è stato pubblicato uno studio portoghese che afferma che la Tecarterapia è a tutti gli effetti uno strumento utile per ridurre il rischio di malattie cardiocircolatorie grazie al fatto che riduce lo stato adiposo dell’addome? 

Obiettivo della mia azione di comunicazione 

Il mio obiettivo è mettere al servizio la mia competenza a quelle figure che hanno titolo: i fisioterapisti, i medici e chiunque abbia titolo e voglia capire che cosa è veramente la Tecarterapia.

Ho messo insieme tante, tantissime informazioni che sarebbero utilissime a tutti quelli che lavorano nel mio ambito.

La mia esperienza è unica e riconosciuta da chi mi ha incontrato. E sono tanti quelli che ho incontrato.

Io voglio portare avanti quei processi che possano portare alla convalida o alla non convalida di una terapia che io conosco come non conosce neanche chi la costruisce: non esagero.

In caso tu non avessi capito bene: quello che stai leggendo non è una promozione di una azienda che vende Tecarterapia. 

Io non sono una azienda che vende Tecar:

e sono libero di indagare sul suo effetto come meglio credo.

Io ho scelto di lavorare con la Tecarterapia e oggi non sono a libro paga di nessuno. 

Sogno di creare una community a cui interessa lavorare con scientificità, in modo razionale e che sia anche predisposta a dire: la Tecarterapia non funziona in questo caso, funziona un pochino se fai così o ha un effetto palese in una condizione particolare.

Io con la mia comunicazione mi rivolgo a chiunque abbia voglia di capire veramente cosa c’è alla base del funzionamento della Tecar. 

Voglio creare un servizio per tutti quei terapisti che lavorano con una Tecar e non mi importa di quale azienda sia la Tecar che usi.

Questo è un articolo dedicato a chiunque abbia comprato una Tecar:

la Tecar di “Human” o di “Wintecar” o di “Indiba” o di “Winform” o di “Quilmed” o di qualsiasi altro blasonato brand o casa produttrice a me non interessa!

Ti invito ancora a leggere il mio Blog che è ricco di informazioni tecniche, biografiche mentre io da oggi mi impegno a produrre video che aiuteranno chi non ama la lettura. 

Resta sintonizzato, guarda il mio primo “VIDEO TECAR” sul mio canale YouTube “Vincenzo Lancini ”

e scrivimi a Vincelancini@gmail 

Sono pronto a risolvere i tuoi problemi con la Tecar!

A presto

Vince Tecar

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Vincenzo Lancini

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