Sono tutti “cintura nera” di Tecarterapia

Sono tutti “cintura nera” di Tecarterapia

bruce vince

Sono tutti “cintura nera” di Tecarterapia

Non puoi diventare Cintura nera di Tecarterapia senza conoscere il funzionamento della Tecarterapia.

Il reale valore di Tecar non sta nelle mani del terapista, e oggi questo concetto che è il più moderno di sempre, sfugge ai più!

Nel mondo della fisioterapia sono tutti pronti a diventare cintura nera, ma nessuno è disposto a prendere botte e calci in bocca ed è come dire che tutti vogliono andare in paradiso ma nessuno vuole morire.

Le cose si complicano quando poi, tutti si convincono di essere cintura nera di Tecarterapia:

hanno comprato una scatola, 3 cavi e 2 elettrodi perché la usano i grandi campioni dello sport, poi hanno imparato 4 mosse da funambolici esperti dell’azienda che vende la Tecar di turno e poi si scontrano con la dura realtà. 

Prima o poi, quella che si chiama “Bias di conferma” viene superata e, a meno che il terapista non faccia parte di una “setta della Tecar”, si accorgerà che il più delle volte le sue mosse da “cintura nera di Tecar” spesso non sono giustificate.

    • Ti è mai venuto il dubbio che l’applicazione della Tecar che hai appena terminato sul tuo paziente non sia servita a nulla?
    • Non hai mai avuto la sensazione di aver fatto tanta fatica nell’uso della Tecar senza in verità aver un realistico effetto terapeutico?

In verità a me in passato è capitato, e non poche volte.

Ti racconto come ho messo in ordine le idee riguardo l’effetto utile della Tecarterapia.

La confusione e la controversia efficacia dell’effetto terapeutico della Tecar è stata generata nel corso degli anni, dalla necessità dei venditori di tenere alto l’interesse su una terapia fisica che si adatta bene alle manualità del terapista (handy therapy) e così è nata la corsa esplorativa dell’integrazione con qualsiasi tecnica manuale, abilità applicativa e anche qualche arte divinatoria.

L’ordine è sempre stato quello di rendere affascinante l’applicazione di un principio fisico ricreato da uno strumento che è una scatola di latta con 3 cavi da cui spesso si generavano scintille.

Nei primi anni 2000 ho lavorato allo sviluppo di una “tecnica Tecarterapica” che potesse ammaliare i potenziali clienti fisioterapisti.

Ero quotidianamente al lavoro a fianco di esperti terapisti nel settore sportivo professionistico e non. 

Mentre studiavo la Rolfing tecnique, ero in viaggio in tutte le parti nel mondo e incontravo e affiancavo esperti fisioterapisti, osteopati, Mullingan tecnique practitioners, chiropratici, coach e trainer, e, portavo a casa “pezzi” di tecniche applicate al corpo e integrabili alla Tecarterapia.

Ben presto il gioco fu completato e come per incanto cominciarono a presentarmi come un fenomeno della fisioterapia, un mago delle tecniche manuali.

In ogni team sportivo professionistico, con ogni atleta, ad ogni congresso arrivava “il Mago della Tecar” e lo show aveva inizio. 

Il commento più comune di chi mi vedeva al lavoro però divenne presto: 

“la Tecar a te non serve e la potresti anche lasciare spenta che un risultato utile lo ottieni sempre perché hai una capacità manipolativa eccezionale”.

Non ho mai lavorato per far vedere ad altri quanto sono bravo e quanto ci so fare.

Iniziai così a ragionare in termini diversi e molto più finalisti all’utilizzo della Tecar.

Era il 2007 quando “ho messo via la valigia dei trucchi da mago” e mi sono concentrato a enfatizzare gli effetti dello strumento che oggi conosciamo come Tecar o Tecarterapia:

La definizione “Altamente terapista dipendente” ha sempre ben descritto il limite più grande della Tecarterapia, così mi sono concentrato con tutte le mie energie e capacità per diminuire il più possibile l’influenza dell’azione manuale del terapista.

Quello che ha reso la Tecarterapia un metodo affascinante e non una semplice classica terapia fisica è stata la variabile “capacità manipolativa”: io semplicemente volevo che fosse eliminata dalle possibilità risultanti dalla sua applicazione.

Ho studiato tanto, lo continuo a fare e gli ambiti delle mie conoscenze si sono per forza allargati e con costante sforzo di analisi sono sempre in cerca di empirismo. 

Cerco di tirare fuori sempre il meglio con quello che ho e “le mie prove da campo” da non finiscono mai e tutti i miei parenti sono “le mie cavie” e in un modo o nell’altro sono stati spesso “Tecarizzati”.

Quello che vedo oggi in giro è avvilente. 

Tutti si sono buttati sul carro del vincitore, tutti cavalcano l’onda della Tecar, tutti seguono pedissequamente la moda della Tecar e la seminformazione promozionata dai tanti competitors vince sul buon senso delle persone del settore.

Nell’ambito di chi fa il lavoro che facevo io ai tempi del boom della Tecar, c’è in giro un certo numero di personaggi che come gli orsi ammaestrati, quelli che si vedono al circo, ripetono a comando i trick imparati da un addestratore.

    • Ti chiedo: vuoi diventare cintura nera di Tecarterapia? 
    • Vuoi conoscere la mia formula? 
    • Vuoi ottenere sempre un risultato terapeutico sicuro?

Ecco per ordine di importanza cosa ti serve:

    1. Strumento giusto: Indiba Activ

Tutte le altre marche a confronto sono di un livello così diverso e basso, che non si possono tenere in considerazione. 

Il prezzo di alcuni strumenti di Tecarterapia sul mercato ti sembrerà forse interessante ma non ne vale mai la pena, perchè tecnicamente, qualsiasi strumento per Tecarterapia che non è Indiba non funziona neanche lontanamente come l’originale di Indiba SA e finiresti di comprare un applicatore di “caldo” a caro prezzo.

    1. Software sempre aggiornato: la tua testa.

Io ti posso aiutare con il mio Blog dove puoi leggere e trovare un sacco di informazioni utili e poi presto presenterò la mia formazione online, quella itinerante dove si lavora praticamente e personalizzata presso la tua struttura che è il massimo dell’efficacia formativa.

    1. Strategie applicative: conoscenza della valutazione del movimento e manualità.

Nell’ambito della mia offerta formativa sono presentati gli aspetti valutativi, le basi di elettrofisiologia e i protocolli che si sono rivelati efficaci negli anni di pratica e osservazione sperimentale.

E come diceva Bruce Lee: 

Noi non diveniamo, noi siamo.

Non sforzatevi di divenire.

Siate!

Cintura nera si è, non si diventa.

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Vincenzo Lancini

PI: 02947020166