La storia insegna sempre! … che non ha scolari!?

La storia insegna sempre! … che non ha scolari!?

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La storia insegna sempre!

… che non ha scolari!?

Se non sai la storia della “Tecar” diventi preda di venditori ciarlatani e butterai al vento migliaia di euro comprando un “ferro da stiro” mettendo a rischio i tuoi pazienti.

Pensi di essere “uno sgamato”e che non ti farai aggirare?

Allora aspetta, leggi quanto segue perché non hai capito il livello di abilità acrobatica del lessico persuasivo di chi vuole appiopparti l’ennesima nuova evoluzione di “Tecarterapia”.

Io posso aiutarti a fare un pò di chiarezza e darti qualche utile informazione che ti servirà da scudo.

Ti faccio subito una domanda: 

Avverti come un problema il fatto di non conoscere la storia della tecar? 

…Forse no. 

Però… magari stai pensando: “Ma Che’mme frega a’mmè?”

Lascia che tipica che fare le scelte migliori è importante perché i terapisti lavorano nell’ambito della salute e devono avere un’etica di responsabilità fatta di conoscenza di ciò che funziona e di ciò che non funziona per il bene dei loro pazienti. 

Sono sicuro che troverai interessante la mia storia. 

Ti avverto subito: 

E’ la storia di un personaggio scomodo. 

Ho lavorato come Product Specialist per l’azienda Unibell che ha venduto per 25 anni in Italia la famosa “Tecarterapia” (fai attenzione qui: venduto e non sviluppato!) che viene da sempre costruita e in Spagna dall’azienda produttrice Indiba SA e sperimentata invece da più di 25 anni da Istituti Universitari spagnoli.

Il mio lavoro è stato di fatto sviluppare la metodica di lavoro con lo strumento Tecarterapia costruito da Indiba e venduto in Italia da Unibell.

Poi un giorno, era il 2012, ho preso la decisone di lavorare direttamente con l’azienda Indiba in Spagna perché in Italia, l’azienda Unibell dove ho lavorato 8 anni, si è “illuminata di immenso” e mi ha presentato quello che io ho definito il progetto “copia la tecar”. 

Mi stavano chiedendo di continuare il mio lavoro con un nuovo strumento che era stato sviluppato in gran segreto e adesso “saltava fuori” dal nulla. 

Per me che ero nel sistema da sempre la situazione è stata chiara da subito:

La sperimentazione del nuovo prodotto era assente e c’era una situazione critica nei rapporti commerciali tra Indiba e Unibell.

Hai mai riflettuto sul fatto che scegliere implica coraggio, ma anche rinuncia?

Io dovevo scegliere con chi stare e questo implicava fare i conti con la morale. Avrei comodamente potuto dire a me stesso che infondo è solo un lavoro e che come tale dovevo “offrirmi” a chi mi retribuisce meglio.

Sono convinto che la vita non si divida in “professionale” e “personale” perchè sarebbe una suddivisione troppo comoda, semplice e banale. Ho letto un libro una volta e, mi scuso, ma mi viene sempre di citare una frase che mi è entrata in testa:

“Il mondo è un posto pericoloso non a causa di quelli che fan del male, ma a causa di coloro che guardano senza fare niente”.

Lo diceva un certo Alberto; no, non mio fratello minore, ma uno che di cognome faceva Einsten.

Il peggio è che spesso chi fa dal bene è solo un manipolatore travestito da benefattore. Io ne conosco una bella manciata e li ho incontrati strada facendo nella mia vita. 

Tu sei pronto a riconoscerli?

Io voglio condividere la mia esperienza maturata fino ad oggi perché possa esserti di aiuto.

Un giorno mi fu promesso un posto in una qualsiasi squadra di calcio professionistica europea se avessi accettato di entrare in un nuovo progetto.

Dovevo “solo” scegliere.

Avevo di fronte a me “un benefattore” che mi offriva, secondo lui, una occasione a cui non avrei mai potuto rinunciare.

Ero chiamato a decidere cosa è bene e cosa è male: avrebbe dovuto essere un gioco da bambini. Ce lo hanno insegnato da piccoli. o no?…

Tu hai una scala di valori? 

Io me la costruisco da sempre con grande fatica, sbandamenti, errori e grandi sforzi.

Scegliere è un’azione e implica agire, ma io non ho mai avuto nella mia vita professionale la segnaletica che mi indicava la strada giusta. 

Così quel giorno quando un “Benefattore” si è presentato da me e mi ha chiesto:

Vuoi andare al “Chealsea Football Club” o restare al “Centro Riabilitativo al tuo paesello”?

Io ero pronto. Nessun indugio. Solo una gran risata. 

Sai perché ero sereno e pronto nella mia decisione?

Lo sai cosa ho fatto?

Ho studiato.

Ecco cosa ti posso consigliare: 

Mettiti a cercare le informazioni più vere, quelle autentiche e metti sempre in discussione quello che senti, vedi o leggi.

Io ho fatto così. 

Ho scavato nel profondo l’argomento della “Tecarterapia” per anni e al momento cruciale ero pronto per decidere e scegliere.

E sai un’altra cosa? 

Continuo a farlo tutti i giorni, anche oggi: con grande soddisfazione.

Sto cercando di costruire la mia strada alla luce di valori profondi perché voglio che la mia strada  abbia un valore.

La mia esperienza mi dice che più conosci, e meno gli altri possono prenderti “per il culo”.

Io ho scelto di continuare con coerenza ed etica il lavoro che ho sempre svolto con quello che la mia conoscenza mi diceva essere l’unico strumento con cui ottenere risultati in ambito “Tecarterapia”. 

In gergo calcistico: io gioco il mio Campionato. E voglio vincere la “Coppa del Mondo”.

Tu in quale Campionato giochi?

Giochi il “Campionato di Promozione” o la “Champions League”?

Cosa stai aspettando? 

Accendi il cervello, fatti le domande giuste, muoviti e agisci.

Sbaglia, ripeti e correggi. Di continuo. Di nuovo. 

Io così ho scelto con tutte le responsabilità che comporta la mia scelta.

Ecco perché oggi mi sento di spiegare da esperto e protagonista quello che succede intorno al “mondo Tecar”.

Se vuoi che ti dia una mano nel processo di conoscenza della Tecarterapia puoi contattarmi vincelancini@gmail.com

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Vincenzo Lancini

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