Tecar: terapia altamente terapista-dipendente

Tecar: terapia altamente terapista-dipendente

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Al mercato rionale:

“Accorrete gente, accorrete. Signore comprino, Signore.”

Dalla Divina Commedia: 

Il canto di Ulisse è il canto ventiseiesimo dell’Inferno di Dante Alighieri.

httpsss://it.wikipedia.org/wiki/Inferno_-_Canto_ventiseiesimo#Analisi_del_canto

Voglio scomodare Dante che scriveva : 

”Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”

Terapia altamente terapista-dipendente 

Ho iniziato a ragionare su questo aspetto nei primi anni del nuovo millennio, molto tempo dopo che Dante ci ha lasciati, ma molto prima che la Tecar diventasse un fenomeno commerciale.

A quel tempo, era dunque il 2007, la Tecarterapia si stava facendo conoscere a colpi di piccone e così si faceva largo nel mondo della fisioterapia. 

In altri tempi, esistevano gli imbonitori che abbagliavano gli spettatori nelle piazze con trucchi e filastrocche. 

Oggi c’è l’informatore scientifico che, al lavoro per le aziende produttrici, con l’aiuto della scienza applicata “a dovere”, o meglio a “piacere”, ha dato vita al fenomeno della seminformazione.

I venditori studiano e poi manipolano con estrema attenzione informazioni scientifiche vere, le ingigantiscono o le sminuiscono a seconda dell’esigenza per per massimizzare la vendita dell’elettromedicale di turno.

In questo lavoro, io sono diventato ben presto molto bravo e nel ruolo del relatore ero e resto in grado di macinare lavoro e raggiungere gli obiettivi come nessuno altro sa fare. 

Ho passato dei mesi lavorando 30 giorni di fila e ci sono state settimane lavorative dove ho contato gli aerei su cui salivo per spostarmi da un posto del mondo all’altro e sono arrivato anche a 20 voli in 7 giorni.

Molti professionisti che ho incontrato mi hanno definito “una macchina da guerra”:

Potevo partire il lunedì per presenziare ad un congresso a Malta, continuare martedì e mercoledì come relatore ad un corso di formazione a Manchester e potevo essere impegnato per i 3 giorni seguenti in un’assistenza ad un team professionistico di basket a Mosca e per finire la settimana, riuscivo a spostarmi in uno stadio di atletica ad Orlando per dare supporto al team fisioterapico degli sprinter dell’atletica americana. 

E avanti così senza soluzione di continuità per mesi interi in lungo e in largo per il mondo.

 

Il mio lavoro era fatto di molte sfaccettature e così mi sono anche dedicato ad insegnare a chi poi avrebbe avuto il compito di formare a loro volta i fisioterapisti di tutto il mondo.

La mia crescita professionale mi ha portato a riflettere seriamente per capire dove mi avrebbe portato quello che stavo facendo e ho iniziato a ragionare su come esaltare gli effetti indotti dai trattamenti con la Tecarterapia.

Oggi viaggio ancora molto, in modo indipendente, come voglio e con chi voglio, inseguendo obiettivi lavorativi precisi e molto diversi da quelli di una volta. 

Ho cominciato con l’ osservare con metodo quali sono le espressioni dell’esposizione alla “radiofrequenza per contatto”.

Ho esattamente investito le mie energie, il mio tempo e il mio denaro (ad oggi ho anche comprato 4 Tecar diverse) per riprodurre nel modo più controllato possibile gli effetti di tutte le mie procedure applicative. 

Ho applicato il principio della semplicità: ho scomposto le procedure che ho sempre usato tutti i giorni “sul campo” in base all’ipotesi del risultato aspettato. 

Ho smesso di applicare e di integrare complesse manualità, terapie fisiche combinate e altri fuochi d’artificio che un tecnico specializzato come me riesce a mettere in atto quando viene chiamato allo show. 

Tolti i panni del “One man band” ho iniziato a scomporre ed analizzare la complessità e il frame si è allargato e la luce ha iniziato a illuminare il quadro. 

Messi via gli strumenti da funambolo e in un baule il vestito da clown, ho fatto un passo indietro e ho lasciato spazio alla tecnologia di Indiba per quello che vale e per quello che è.

Ho capito solo nel 2010  l’importanza del sapere cercare nella direzione giusta. 

Ancor oggi  ritengo che questo concetto non è da tutti e mi viene da sorridere tutte le volte che nel mio lavoro incontro i terapisti che si atteggiano e che non capiscono di essere fenomeni da circo. 

Sorrido e non mi arrabbio perché mi ci rivedo. 

Faccio ancora un passo indietro nel 2008 e riemerge un ricordo che mi fa sempre pensare quanto sia difficile il percorso che ho intrapreso e mi chiedo se le scelte fatte valgono il gioco…

Per la prima volta ero stato chiamato a Barcellona per far conoscere le mie osservazioni sull’applicazione dello strumento Tecar all’azienda Indiba SA che lo costruisce da sempre, ma che fino ad allora non sapeva come applicarlo nell’ambito fisioterapico. 

Ho così “compartito” il mio Know How con l’azienda che non conosceva nulla di quello che stavo per presentare loro.

Se Vi state chiedendo come è andata, ecco come Ve lo spiego:

Prendete un marito e moglie sposati da 15 anni. 

Lui chiede ogni mattina in modo gentile e affettuoso alla moglie di avere per cena una zuppa calda di legumi perché lui sa che è salutare per il fisico e a lui piace tanto sedersi a cena davanti ad una minestra fumante.

Ogni sera, da 15 anni il marito torna a casa da sua moglie e per cena lei gli fa trovare sempre, da 15 anni, gli spaghetti al sugo pronti sul tavolo perché piacciono molto a lei, e lei pensa che questa sia la scelta più salutare e giusta per lui o… per loro.

Ecco spiegato in 10 righe il mio rapporto decennale con Indiba SA.

Ancor oggi alle aziende che producono le Tecar (Indiba in testa) interessa fare spettacolo, con i saltimbanco e i fuochi d’artificio cercando di applicare le più avanzate strategie di marketing.

I competitors poi giocano tutti a “chi ce l’ha più grande” e “a chi la inventa la procedura più ammiccante” e con maggior “appeal”.

Ti invito a fare un giro nel web per farsi due risate. 

Nessuno sembra essere consapevole che si sta da sempre esaltando le capacità manipolativa (in senso lato) del terapista. 

Nessuno è cosciente e non sa interrogarsi sull’aspetto critico e non Ve lo spiega.

Io posso dirVi invece con certezza che la Tecarterapia è altamente terapista dipendente!

Oggi sembra che se non si integra l’uso dello strumento per Tecarterapia con l’ultima novità in ambito di riabilitazione, nessuno si possa definire contento. 

Le aziende produttrici hanno forse paura che possa emergere che lo strumento Tecar non ha nessun effetto utile?

Va a finire sempre che si vende fumo e poco o niente arrosto.

Penso allo strumento di Indiba e so che “ha l’arrosto” ma in tutti questi anni l’azienda non ha ancora capito come vendere il prodotto o meglio come brandizzarlo.

Per i Competirors invece non spendo neanche una riga. 

Vi rimando alla lettura del post “il Principio dell’equivalenza.”

Nel web si trova di tutto ed è sempre fonte di grasse risate: 

Ci trovi video di Tecar applicata su soggetti impegnati nelle più difficili attività di controllo “in culo” ai principi base dell’entropia o degli schemi motori di base e si riempiono la bocca con definizioni come “Tecar funzionale”.

Puoi trovare la tecar usata come uno straccio per pulire il piede del campionissimo del calcio, c’è la tecar applicata allo sciatore campione olimpico mentre si esercita sull’asse di equilibro e come un funambolo giocoliere, fa roteare con le mani tre palline in aria. 

Il peggio è che ci sono terapisti, vittime del sistema che  ignorando i principi di funzionamento della Tecar, sono alla ricerca di sensazionali risultati da sensazionali applicazioni.  

Da esperto conoscitore delle dinamiche commerciali e avendo fatto parte per molto tempo del meccanismo, mi posso permettere di dirti che le aziende produttrici e venditrici hanno combinato un disastro epico intorno ad uno strumento potenzialmente meritevole di attenzione da parte del mondo scientifico.

Sono tutti da sempre impegnati “a cavalcare l’onda” per guadagnare il più possibile copiando alla meno peggio la tecnologia prima, e la metodologia applicativa poi. 

Se poi vogliamo dirla tutta, dando spazio alla razionalità e parlare di prove scientifiche, beh, allora qui la situazione si fa estremamente seria.

L’etica professionale dovrebbe guidare il fisioterapista alla scelta della miglior terapia esistente per il suo paziente. 

Allora perché comprare una Tecar?

Si può sicuramente affermare che è una domanda a risposta multipla.  É una domanda che può testare le motivazioni che spingono gli operatori del settore ad utilizzare una terapia così discussa e così poco supportata da prove scientifiche.

Altra domanda:

Che fine fa il tuo buon senso nel processo decisionale di acquisto di una terapia tanto costosa quanto discussa?

Punto primo: 

Preseling Action. 

I venditori ti fanno assistere agli effetti miracolistici delle “Clinic” dei funambolici informatori.

Punto secondo: 

Engagement and environment.

Ti prendono e ti immergono nell’oceano di informazioni studiate dai venditori che sono capaci di condizionarti nelle scelte e nelle decisioni di acquisto. Per esempio, banalmente, partendo dal basso, ti fanno vedere clamorosi casi studio, ti fanno parlare con testimonial e opinion leader e poi ti offrono un pranzo degno di un banchetto nuziale. 

Ultimo punto, ma primo in ordine di importanza: 

Ti fanno sentire un eroe, o se serve ti faranno anche sentire inadeguato, perché, forse, gli serve dirti che sei rimasto l’unico terapista che non ha ancora comprato la Tecarterapia.

A tutti piace essere coccolati e sedersi comodamente invitati ad pranzo succulento. Non per questo devi sentire in nessun modo quella sensazione scomoda di obbligo verso chi ti ha ospitato e invitato alla sua tavola riccamente imbandita.

Lascia che ti aiuti con un consiglio da uomo navigato: 

la prossima volta, quando entrerai in contattato con il “venditore d’assalto” pensa solo che lui ti vede come un maialino salvadanaio da rompere per avere i soldi che ci stanno dentro. 

Mi chiedo da tempo cosa sarà di questa tecnologia nel prossimo futuro e ho pensato a come si possa migliorare questa situazione assurda.

Un’idea me la sono fatta da tempo e ho ordinato una grande quantità di informazioni raccolte in 15 anni di attività.

Sono pronto a fare ordine nel mondo della Tecarterapia.

Adesso chiedo a Te che stai leggendo di lasciarmi un commento.

Lo chiedo a te che forse sei stato preso nella rete di qualche “imbonitore da mercato rionale”.

Sto cercando di interessare più gente possibile all’argomento.

Condividi il mio articolo e lasciami la tua email. 

vincelancini@gmail.com 

Molti terapisti mi stanno contattando da ogni parte del mondo e mi sottopongono i loro mille dubbi riguardo l’applicazione della Tecarterapia.

Non aspettare. Fallo adesso. Fallo anche tu.

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Vincenzo Lancini

PI: 02947020166