Il piano di assistenza “Tecar” per il maratoneta

Il piano di assistenza “Tecar” per il maratoneta

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Assistenza al maratoneta: come realizzare un piano periodico 

Ancora prima di saper creare un piano organizzato che accompagni la persona a stare meglio c’è da superare un importante limite culturale.

Da un lato le persone aspettano sempre che il dolore sia invalidante prima di rivolgersi ad un terapista, dall’altro il terapista interviene solamente di fronte ad una persona che presenta un infortunio conclamato e spesso si muove guidato dal principio egoistico “più è grave e meglio è!”

In queste situazioni il terapista si fa forte di protocolli standard che che gli facilitano il lavoro e gli permettono di de-responsabilizzarsi.

Questo è il problema, perché questi protocolli sono spesso antiquati e poco adatti alle moderne esigenze di persone che non hanno tempo di stare ferme ai box, ma soprattutto non prevedono la capacità del terapista di creare un quadro completo di assistenza periodica.

Maratoneti e gladiatori: guai a chi molla!

Tra gli sportivi moderni, maratoneti in testa, si è diffuso negli ultimi anni il motto “no pain no game” o anche “se non puoi correre, cammina, se non puoi camminare, striscia: Never give up!”.  

Il concetto di prevenzione, in questo moderno contesto culturale di antichi gladiatori romani, sembra essere definitivamente stato sepolto e di conseguenza l’incidenza degli infortuni è in costante aumento.

Nonostante però la scienza applicata al “rischio infortunio” stia facendo balzi da gigante, di fatto la soluzione più prescritta e scontata dal terapista resta il riposo:

Ti voglio chiedere: tu sai che il maratoneta non contempla il riposo nel suo piano di allenamento? La sua ideologia lo impedisce.

Tu sei al corrente che i maratoneti più soffrono e più si possono vantare con gli amici?

Quindi che si fa?

Esiste un piano per proteggere i maratoneti.

Se non lo hai ancora capito, sto parlando di un paradosso perché oggi il concetto di prevenzione è ancora avanguardia.

Oggi, se vuoi specializzarti nel mantenere in salute un maratoneta, devi ancora partire da un atleta infortunato.

Detto ciò, quando nel tuo studio entrerà un maratoneta infortunato, devi farti trovare preparato e realizzare un piano di assistenza specifico per lui:

  1. Educational: siediti e parla con il tuo cliente, fai cultura!
  1. Raccogli i suoi dati di allenamento, i suoi impegni agonistici e disegna una linea del tempo integrata con i tuoi principi di intervento.
  1. Identifica e descrivi le possibilità applicative con i sistemi biologici:
      • metabolico-energetico 
      • articolare-neurologico 
      • biomeccanico-posturale
  1. Definisci gli obiettivi terapeutici customizzati in base alle esigenze per il tuo cliente.
  1. Presenta un preventivo di spesa.

Veloce, stabile ed efficace: Il piano ben riuscito

Così potrai facilmente risolvere il problema del tuo maratoneta in modo veloce e stabile e lui sarà pronto a non farsi più male, tornerà a livelli prestativi soddisfacenti e non si preoccuperà più di farsi male.

Il tuo lavoro diventerà man mano più facile perché avrai fidelizzato un cliente che tornerà da te a scadenza fissa e seguendo il tuo programma tornerà da te anche senza un infortunio conclamato. 

Il tuo lavoro acquisirà valore in men che non si dica e nel tempo i maratoneti ti riconosceranno come il loro specialista di riferimento.

Quando il gioco si fa duro… 

Sono anni che sviluppo questo metodo, e oggi posso dire che tutti i maratoneti riconoscono l’assoluta efficacia di questo approccio.

Proprio di recente, un runner di buon livello in ritardo con la sua preparazione, stava cercando di sfruttare al massimo il poco tempo che aveva, in previsione di correre la maratona. A 2 giorni al grande evento, ha avuto un risentimento muscolare che lo faceva zoppicare solo nel tentativo di camminare.

Conoscendomi, mi ha contattato disperato. Abbiamo subito concordato insieme un

protocollo di tre trattamenti in due giorni, l’ultimo, la mattina presto a poche ore dalla gara.

Grande soddisfazione quel giorno: l’atleta ha potuto portare a termine il suo impegno agonistico correndo fino al traguardo dei 42,195 km.

Conclusione: mi ha ringraziato all’infinito e avendo capito la valenza del mio intervento, ha voluto programmare una serie di appuntamenti periodici nei mesi successivi che ancora oggi gli garantiscono continuità prestativa, benessere psicofisico e voglia di fissare obiettivi sempre più importanti.

Potrei raccontarti tanti altri eventi simili che mi sono capitati negli anni.

Sei curioso di sapere passo passo, come ho realizzato il suo piano di assistenza?

Leggi l’articolo: “come creare una tabella…” clicca  https://vincenzolancini.it/

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Vincenzo Lancini

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