La strategia per tenere in salute chi si improvvisa maratoneta

La strategia per tenere in salute chi si improvvisa maratoneta

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Quando entra nel tuo studio un maratoneta, investi il giusto tempo per capire chi hai di fronte?

Hai gli strumenti che ti servono per capire chi sta realmente sotto il vestito di quel maratoneta?

Infatti, spesso quella persona che si sta preparando a correre la maratona per il suo 40emo compleanno, un tempo è stato un calciatore, magari un tennista, magari neanche agonista, poi un giorno ha messo su famiglia e anche la pancetta e poi… taaac!… si inventa maratoneta.

Come ben sai il prototipo del maratoneta prima di tutto è leggero, anzi leggerissimo, è elastico, anzi è di gomma, è posturalmente bilanciato, pressoché simmetrico in ogni suo piano di movimento, è elegante e potente nella corsa e fa sembrare correre alla massima velocità 42km qualcosa di facile, qualcosa di sostenibile da chiunque.

Detto questo ricordati che, quando l’arzillo 40enne chiederà la tua assistenza, la prima cosa che devi fare è quella di evitare di ispirarti al modello maratoneta kenyano, perchè è molto probabile che la persona che hai di fronte non abbia le caratteristiche del runner professionista.

Quindi la prima domanda che devi farti è: chi ho di fronte?

Devi conoscere la sua storia clinica e sportiva, il suo attuale piano di allenamento, i suoi difetti posturali e gli “acciacchi” fisici. Questo ti permetterà di preparare un piano di assistenza ad hoc per mantenere in salute il tuo aspirante finisher di una maratona.

“Fai sport che ti fa bene”: Quando il consiglio del medico non basta

Devi sapere che oggi la formula “fai sport che ti fa bene” non è più valida. E’ un errore portare avanti questo preconcetto perchè anche le più moderne evidenze scientifiche hanno dimostrato che la definizione “fai sport che ti fa bene” non è una formula così lineare, anzi è molto complessa e non vi è correlazione statisticamente vera tra attività sportiva strenua e lo star bene.

Oggi la superficialità da parte del mondo degli operatori sanitari e dello sport nel sostenere il maratoneta, fa si che il terapista non avverte necessario od urgente il proprio intervento, cosa che invece dovrebbe fare perché correre la maratona non fa bene al fisico, soprattutto quando non si è un maratoneta.

L’errore comune è non vedere l’atleta che corre e si allena per i quarantadue kilometri come un paziente, non essendoci ancora un infortunio conclamato. Il terapista quindi non avverte la grossa opportunità di lavoro che ogni giorno gli si presenta. Dati alla mano: Il numero dei partecipanti alle maratone cresce di anno in anno in modo inarrestabile, rendendo sempre più importante il ruolo del terapista.

Così metodi, terapie o approcci terapeutici non appropriati per affrontare la problematiche del maratoneta, (che non vuole fermarsi quando gli fa male un piede) presentano soluzioni inadeguate, non sufficienti nell’effetto terapeutico e che si propongono come soluzione ad una attività motoria altamente impattante.
Così il maratoneta, nonostante un avvicinamento alla soluzione fisioterapica classica, andrà incontro ugualmente all’infortunio, affrontando una dinamica infernale fatta da lunghi e fastidiosi pellegrinaggi alla ricerca del “guru” del momento che possa aiutarlo a far sparire la fastidiosa tendinite.

La soluzione a questi problemi è l’applicazione strategica di Indiba (tecarterapia da sempre), molto spesso non conosciuta dai terapisti.

Dal mondo Pro a quello amatoriale: la soluzione per tutti
Nel momento in cui nel tuo studio arriverà un aspirante maratoneta ti servirà conoscere come prendere in carico nel modo più ampio e completo possibile il paziente.

Questo metodo ti porterà a dare una assistenza continua nel tempo e ridurrà il rischio di infortunio del tuo paziente.

Come si sviluppa il mio metodo:
Inquadramento della tipologia di maratoneta
Riconoscimento dello stato dei tessuti connettivi in gioco
Stesura di un piano organizzato di assistenza periodica
Utilizzo strategico di Indiba Tecar
Integrazione di Indiba con le pratiche manuali e le altre terapie fisiche

Se seguirai passo passo questo metodo che ti ho presentato, sarai in grado di accompagnare il tuo maratoneta e tenerlo in salute prima, durante e anche dopo la maratona.

I tuoi atleti, chiunque essi siano, ti riconosceranno:

  • per precisione ed efficacia nel ridurre il tempo di recupero dopo un infortunio
  • per aver diminuito l’incidenza delle infiammazioni tendinee
  • la benderella ileotibiale del tuo “paziente/runner” ti ringrazierà
  • la lombalgia e la tendinite d’achille saranno solo un ricordo
  • per aver diminuito il senso di fastidio e di fatica post allenamento
  • per aver aumento la possibilità di allenarsi
  • per aver migliorato l’elasticità ed efficacia nella corsa

In sintesi, seguendo quello che ti ho spiegato, puoi customizzare la procedura applicativa di tecar, promuovendo un tuo decisivo intervento di sostegno i giorni prima della maratona.
Se volessimo usare un’analogia: è come la situazione nella quale, qualche minuto prima della partenza del Gran Premio, i meccanici delle auto di Formula 1 “tirano” di qualche grado le viti a destra o a sinistra per un miglior assetto della monoposto.

Team Internazionali lo hanno scelto da oltre 15 anni

A questo punto ti starai chiedendo: “questo metodo è gia stato testato su qualcuno?
Ovviamente sì!. In 15 anni di esperienza l’ho testato sugli atleti maratoneti kenyani e Oggi il “Two Running Club”, squadra professionistica composta dai più grandi atleti del mondo ha scelto di essere trattato con questa metodologia.

Ho aiutato maratoneti professionisti e non di tutto il mondo, italiani compresi, a mantenere in condizioni ottimali la carrozzeria ed anche ad allungare la propria carriera.
Sono stati epici quegli episodi, tanti, in cui, a ridosso del giorno della maratona, sono riuscito a risolvere l’improvvisa comparsa di una tendinite ad un atleta che poi, il giorno della gara ha vinto.

Il mio metodo rappresenta per te che sei un terapista ambizioso un’arma di successo che ti darà risultati efficaci, veloci e stabili, a ridosso anche del giorno stesso della gara, fino a pochi minuti dalla partenza.

Tutto quello che ti sto dicendo lo trovi anche nell’intervista che ho ricevuto dal famoso giornalista inglese Ed Cesar nel suo libro: “2 ore – La maratona perfetta”

   

Questo è il mio metodo, la mia strategia.
Se lo trovi interessante ho strutturato una serie di incontri tecnico-pratici per metterti in condizione di essere operativo in poco tempo.
Vieni al corso.

Contattami per approfondimenti. email vincelancini@gmail.com

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Vincenzo Lancini

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